Classifica finale

Classifica finale

Premio CITTÀ DI ROVERETO
attribuito dal pubblico in sala con votazione da 1 a 10:

1. 
L'Enigme De La Tombe Celte
L'enigma della tomba celtica

Nazione: Francia
Regia: Edmée Millot
Durata: 88'
Anno di produzione: 2017
Produzione: Eleazar, Inrap, Arte, C2RMF
Consulenza scientifica: Dominique Garcia
La scoperta, nel 2014, di una tomba celtica del V secolo in Francia, rivela un periodo poco documentato della storia dei Celti europei, il periodo di Hallstatt, che durò circa un secolo e scomparve lasciando poche tracce. In quel tempo i Celti commerciavano con il resto d'Europa, costruendo città e porti, senza scrittura e senza l'uso della moneta.

punteggio: 8,72

2. 
La cité perdue des Taironas
La città perduta dei Tairona

Nazione: Francia
Regia: Agnès Molia
Durata: 26’
Anno di produzione: 2017
Produzione: Tournez s’il vous plait
Consulenza scientifica: Peter Eeckhout
L’archeologo Peter Eeckhout, accompagna il pubblico nella Colombia nordorientale, dove la foresta tropicale ha inghiottito una delle più grandi città precolombiane: la città dei Tairona.

punteggio: 8,57

3.
Île de Pâques, l'heure des vérités
Isola di Pasqua, l'ora della verità

Nazione: Francia
Regia: Thibaud Marchand
Durata: 90'
Anno di produzione: 2017
Produzione: Tournez S'il Vous Plaît
Consulenza scientifica: Nicolas Cauwe
I Rapa Nui hanno veramente devastato la loro isola? Si sono davvero uccisi l'un l'altro? Per oltre vent'anni i più eminenti specialisti del mondo hanno lavorato per ristabilire finalmente la verità sulla storia dell'Isola di Pasqua.

punteggio: 8,55

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Menzione speciale ARCHEO
Attribuita dalla redazione di Archeo su 15 film in concorso che avevano per tema la valorizzazione e la conservazione del patrimonio italiano

La fragilità del segno
Regia: Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi
prodotto da Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

Motivazione: Menzione Archeo a: «La fragilità del segno», di Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, per la sua sapiente capacità di unire, seguendo un filo rosso coerente e dinamico, fotografie, filmati e suoni d’epoca a ricostruzioni digitali, facendo «rivivere», nel miglior modo possibile, quel meraviglioso mondo perduto rappresentato dall’arte rupestre sahariana (già definito dal segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan «patrimonio dell’umanità») quale è emerso dalle straordinarie e avventurose ricerche condotte nella prima metà del Novecento dallo studioso italiano Paolo Graziosi.

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Menzione speciale Archeoblogger
Attribuita da un gruppo di archeoblogger italiani su 14 documentari che hanno come tema il patrimonio europeo

Le fils de Neandertal
Il figlio del Neandertal

Nazione: Francia
Regia: Jacques Mitsch
Produzione: Gedeon programmes

Motivazione: Le fils de Neanderthal è un film vero e proprio che gioca con la finzione per disvelare piano piano le verità scientifiche sul rapporto Neanderthal Sapiens, uno degli aspetti più affascinanti della nostra storia evolutiva, nonché uno dei più dibattuti. Uno dei punti di forza del film è la capacità di mettere a nudo il problema del sensazionalismo e delle fake news anche in ambito archeologico perché la nostra disciplina si presta da sempre alla proliferazione di fantasiose interpretazioni e ricostruzioni. In questo senso si pone come esperimento rischiosamente provocatorio, riuscendo comunque a costruire una narrazione articolata e scientificamente corretta.

Katman
Lo strato

Nazione: Turchia
Regia: Melek Ulagay Taylan
Produzione: RET Film - Cigdem Mater
Consulenza scientifica: Gül Pulhan e Stuart Blaylock che sono in sala e che si invitano a salire

Motivazione: Katman entra nella quotidianità dello scavo archeologico: non soltanto il momento del rinvenimento o della ricerca, ma quello della condivisione degli spazi, dei tempi, dello scambio con la popolazione locale, della vita degli operai del luogo. Katman veicola anche un forte messaggio relativo al valore identitario e socio culturale dell’archeologia nel quadro di una nazione in veloce trasformazione come l’odierna Turchia. Questo, insieme al richiamo ad una maggiore attenzione al consumo del suolo e dei giacimenti archeologici, fa sì che Katman sia una perfetta fotografia, per una volta non patinata, dell’Archeologia di oggi.

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Menzione CinemAMoRe
Attribuita da una giuria congiunta dei tre Festival cinematografici del Trentino, cioé il Trento FilmFestival, il Religion Today e la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico su 6 film sul patrimonio extraeuropeo.

L'histoire oubliée des Swahilis
La storia dimenticata degli Swahili

Nazione: Francia
Regia: Agnès Molia
Anno di produzione
Produzione: Tournez s'il vous plait
Consulenza scientifica: Peter Eeckhout

Motivazione: Con una tecnica documentaristica sobria e anti-sensazionalistica, il lavoro di Agnès Molia e Peter Eeckhout è in grado di illuminare il passato con tinte evocative e al contempo definite. Lo spettatore viene condotto, passo dopo passo, alla scoperta delle città costiere dell'Africa orientale e l'immaginazione viene coadiuvata da efficaci rappresentazioni in 3D. La straordinaria storia degli Swahili, protagonisti di una civiltà aperta al mondo, diviene così un inno ante litteram all'intreccio tra i popoli

 
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